Moletto Edizioni Musicali

Giovanni Poggio, nel 2000, apre la Moletto Edizioni Musicali. E’ una struttura che si occupa di consulenza nella produzione discografica ed editoriale, e più in generale del mondo dello spettacolo, e si adopera nella creazione di eventi culturali musicali che uniscano anche le varie arti, per un respiro di più alta intensità. Avendo maturato esperienza decennale nel settore presso la Ricordi S.p.a., poi divenuta BMG (Bertlsmann Music Group S.p.a.), in qualità di responsabile ufficio artistico, ho avuto modo di partecipare, come consulente, alle più importanti manifestazioni musicali nazionali quali: Festival di Sanremo, Festival Bar, Cantagiro ecc..

Tra le varie manifestazioni curate in qualità di direttore artistico citiamo : Jazz Festival del 2005 a Pescia, Jazz Flowers del 2006 a Villa Garzoni di Collodi e P.zza Mazzini a Pescia.

La società si occupa, inoltre, di Management&Promotion, organizzazione di festival jazz curandone la direzione artistica, mediazioni tra artisti e case discografiche e case di distribuzione curandone gli aspetti contrattuali.

con chi ha lavorato

  1. 1965 Facce di Bronzo – contratto Piper di Roma , chitarrista Paolo Tofani (Area- sono ancora in contatto con Patrizio Fariselli)
  2. Samurai allo scioglimento dei quali, io e il cantante Gatto entrammo nel Clan di Celentano per circa 4 anni (Gatto se ne andò quasi subito per poi pentirsene amaramente…!!) , e Gabriele Lorenzi (tastierista fece la formula tre .
  3. Da quel periodo la mia vita si svolse a Milano ed in particolar modo in Piazza Beccaria dove ci trovavamo tutti i gg a bighellonare : 4 anni nel Clan di Celentano, i Quelli poi divenuti PFM, i Dik Dik, I Nuovi Angeli, I Camaleonti (Jerry era il fratello di Giorgio Manzoli nostro sassofonista), Formula tre, Alberto Radius, Mario Lavezzi , Franz Di Ciccio, Mauro Pagani, il grande e purtroppo, troppo presto , dimenticato Ricky Maiocchi, e tutti gli artisti di quell’epoca; frequentando tutte le case discografiche , tutti gli impresari ecc… mio fiore all’occhiello aver fatto una tournèe con Renato Carosone…!!!! – l’ultimo giro Mike (Buongiorno ) con Loredana Bertè e Daro Baldan Bembo, ecc…
  4. A metà degli anni 80 entro in Ricordi poi divenuta BMG/Ricordi. – lavorando all’uff artistico ho avuto modo di conoscere e entrare in contatto con quasi tutti gli artisti dell’epoca (faccio prima a dirti quelli che non ho conosciuto ) – 9 anni vicino al grade Bigazzi (ancora oggi mi vedo con la sig.ra Gianna moglie di Giancarlo), un anno vicino a Fabrizio De Andrè per produrre “Anime Salve” , tutti i CD di Marco Masini, Daniele Silvestri, Aleandro Baldi, Francesca Lotta, P. Bertoli/Tazenda, ecc.. molto spesso avevo anche da curare i ns distribuiti Venditti, Nannini ecc..
  5. Festival jazz a Pescia
  6. Itsright
  7. 53 anni di Milano ho visti e conosciuto tutti, molti funzionari delle multinazionali sono miei ex colleghi

Altra storia. Mentre Gabriele Lorenzi entra nella Formula 3 con Alberto Radius e Tony Cicco, Poggio approda ai Ragazzi della Via Gluck (dal 1968 al 1972, anno in cui Adriano scioglierà ufficialmente il Clan), il complesso che affianca Celentano nella famosa esibizione sanremese del 1970 per “Chi non lavora non fa l’amore”. Loro stessi in gara con “Che male che mi fai” in coppia con Paolo Mengoli, i singoli incisi per il Clan di Celentano, Vola vola / Sei la mia donna e l’amore è blu… ma ci sei tu / I tuoi occhi camminano in me.

Il Ragazzo Della Via Gluck

Adriano Celentano

Samnurai

Giovanni Poggio

Allora: dietro la batteria a guidare le gesta sonore di alcune prime formazioni di riviera, fino a trovarsi un giorno al seguito dei Samurai, mitica formazione toscana che lascia il segno, ricordata da molti musicisti di quell’epoca come una delle migliori espressioni live. Nonostante la buona considerazione il gruppo arriva a incidere solo un paio di singoli, peraltro non significativi. La prima formazione dei Samurai, a inizio anni ’60, comprende Beppe Cardile alla chitarra e voce (successivamente sostituito da Paolo Tofani, Luciano Lombardi al basso, Giangi Minucci Debolini alla batteria e Gabriele Lorenzi alle tastiere. Nei vari cambi di formazione, Poggio si ritroverà a suonare tra il 1965 e il 1968 con Gabriele Lorenzi, Andrea Sacchi alla chitarra, Nedo Del Gratta detto Gatto al canto e Luciano Lombardi al basso. Suonavano spesso a Torino, città più aggiornata di Milano, perché era più facile andare in Francia a rifornirsi di musica. Si faceva del Rhythm and Blues suonando al Paips di Milano mentre i locali torinesi erano il Wiskhy Notte e il Crazy. Al Piper di Roma l’esordiente Poggio ci arrivò qualche anno prima in compagnia di Paolo Tofani, entrambi provvisori nelle Facce di Bronzo, gruppo di Pisa guidato da Glauco Baldassari.

Chi è Giovanni Poggio

Il mare gioca brutti scherzi. Giovanni Poggio se lo guardava tutti i giorni, da Livorno. Quell’orizzonte così lontano e sconfinato, spezzato dal velo d’acqua, dalla schiuma, dalle onde. Gli scogli, il mare, gli ombrelloni, gli amici da ritrovare in piazza e poi il bagno, la serata a fare i “ganassa”, come dicono a Milano. Ancora Poggio non lo sa, non conosce Milano, lui si crede un ganzo, come tanti da quelle parti. Se sei ganzo vai avanti. E quel mare tutti i giorni a non definire un orizzonte sempre più invitante. E alla fine degli anni ’50 il rock ‘n roll impazza per le spiagge, da mattina a sera, nei juke box, appena si aveva uno spicciolo da far rotolare nella fessura. Ascoltava Presley,Chuck Berry, rigorosamente musica made in USA, che sapeva di esotico, terra ancora tutta da scoprire, secoli dopo Colombo. Terra affascinante e ricca di vitalità, capace di grandi spinte innovative. Terra lontana, con in mezzo l’oceano che comincia dal mare, da Livorno appunto.
E Poggio, come altri suoi coetanei avverte con forza il richiamo per qualcosa che potrebbe cambiare la sua vita. Che fare? Ascoltare quella voce che arriva da lontano o restare fermo ad osservare? Deciderà di mettersi in moto, prima con un gruppo di amici, imbracciando le bacchette, perché è quello che gli riesce meglio, ovvero il ritmo del tempo che scorre e che governa le varie fasi della vita, del giorno, dei minuti. Pensieri vaghi che in età matura lo porteranno ad approfondire i grandi temi della metafisica, ma a meno di diciott’anni non si fa altro che pensare a divertirsi, ad assimilare di tutto.

Consulenza

Consulenza nel campo discografico ed editoriale con speciale riferimento alla mediazione e gestione contrattuale di tutte le attività musicali e d’immagine dell’artista .

Particolare attenzione alla scoperta di nuovi talenti, alla promozione e al marketing degli stessi ed in genere ad affari e opportunità aventi oggetto registrazioni fonografiche.

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Giovanni Poggio